Comune di Venezia - Assessorato alla Cultura – Servizio Teatro e Spettacolo
Vortice - Associazione Culturale
Provincia di Venezia - Assessorato alla Cultura


RISONANZE 2006
Rassegna di nuove musiche contempor
anee

domenica 26 marzo ore 21
Venezia, Teatro Fondamenta Nuove
ISHERWOOD/BASSANESE/PACHINI
MORTE E DEVITALIZZAZIONE
Recital per voce di basso ed elettronica

Musiche di Florence Baschet, David Felder, Stefano Bassanese (prime esecuzioni italiane), Mauricio Kagel

Nicholas Isherwood - voce
Stefano Bassanese - elettronica
Paolo Pachini - video
Coproduzione: Dialoge-Neue Musik auf dem Forum Neues Musikteater/Staatsoper Stuttgart - Vortice/Teatro Fondamenta Nuove/Venezia - Festival June in Buffalo / State University of New York - Unione Musicale/Torino - Grame, Centre National de Création Musicale/Lyon.


Florence Baschet - Au commencement … Be réchit [2006]
per voce di basso e dispositivo elettroacustico
prima esecuzione italiana
commissione June in Buffalo/Grame
assistente musicale di produzione: Christophe Lebreton

David Felder - Chashmal [2006]
per voce di basso e live electronics
prima esecuzione italiana
commissione Grame
assistenti musicali di produzione: Olivier Pasquet, JT Rinker

Stefano Bassanese - Lamento del molare frustrato [2005/2006]
"Sesta seduta dentistica" per voce di basso, elettronica e video
estratto da "Fuori dai denti" testo di Tiziano Scarpa
video di Paolo Pachini
prima esecuzione italiana
commissione June in Buffalo/Grame
assistente musicale di produzione: Carlo Ambrogio

Mauricio Kagel - Phonophonie [1964]
quattro melodrammi per voce ed altre fonti sonore
nastri originali realizzati da Stefano Bassanese con la supervisione del compositore


Tod und abtötung [morte e devitalizzazione] di Stefano Bassanese

Mi ha sempre incuriosito un aforisma di Karl Kraus: "dovremmo accomodarci sulla poltrona del teatro con la stessa apprensione che ci accompagna quando sediamo su quella del dentista". Alzarsi da quella poltrona è un sollievo, comunque. Ma sedersi su quella poltrona è necessario, ci allevia, ci libera. Non di trasfigurazione del dolore si tratta qui, ma di devitalizzazione. Dunque il nostro gioco ha inizio, e su quella poltrona è seduta la voce. Quella profonda di Nicholas Isherwood, virtuoso testimone vocale del repertorio contemporaneo degli ultimi decenni. L'occasione attorno al quale il nostro percorso si dipana è Phonophonie di Mauricio Kagel, importante espressione di quel meta-teatro musicale che proprio Kagel ha inventato negli anni '60, dove il gesto musicale è inseparabile dal suo stesso significato drammaturgico. Quando qualche anno fa incontrai Isherwood non esisteva ancora una registrazione discografica di questo lavoro. Con la complicità del compositore ci impegnammo a registrare un'opera, che pur concepita come produzione radiofonica si era saldamente identificata con la scena. Preservarne in una registrazione il potenziale espressivo ci sembrava una scommessa. Lavorando a fianco di Kagel ci accorgemmo presto di come ogni medium richieda una specifica sensibilità ed offra al medesimo tempo opportunità originali. Una poliedricità che si alimenta nell'opera stessa. Ecco la nostra urgenza di ritornare in teatro con quanto ci è stato rivelato da questo lavoro. Phonophonie mette in scena il declino foniatrico di un cantante d'opera del XIX secolo, fino a rappresentare la fine della sua stessa esistenza. Il cantante come metafora della propria voce.
Nello stesso periodo era iniziata anche la mia collaborazione con lo scrittore Tiziano Scarpa. Insieme lavoriamo ad un progetto teatrale costruito proprio attorno a sette sedute dentistiche. Il lamento del molare frustrato costituisce la sesta seduta del teatro musicale di Fuori dai denti. Una storia che gioca tra il grottesco e il surreale attorno al tema dentario, incluso il terrore che questo argomento può suscitare alludendo metaforicamente a tutto ciò che il mal di denti rappresenta. Ho articolato un mondo sonoro inventato attorno ad un soggetto che si trova proprio all'interno della bocca, immaginando che i denti siano disposti quasi a segnare il confine dello stesso apparato fonatorio. Il soggetto nascosto è dunque la stessa identità vocale. Prendendo spunto dalle situazioni spesso comiche che la drammaturgia riesce a produrre, il linguaggio sonico sviluppa un lessico evocativo costituito da pulsazioni nervose, micro-cavità risonanti, susssulti tellurici, estasi liquide e altro ancora. La collaborazione creativa si è arricchita in questa occasione del contributo di Paolo Pachini, compositore che da qualche tempo si produce con sensibilità squisitamente musicale nell'elaborazione elettronica dell'immagine. La scrittura musicale cerca di integrare percettivamente immaginazione e realtà, gioca sulla dissociazione schizoide del molare frustrato (che si crede la calcificazione statuaria di una medusa preistorica) ricollocandola nella distribuzione dei registri vocali, utilizza gesti primari quali le pulsazioni vibratorie come elementi ritmici per generare e controllare differenti materiali sonori, dialoga costantemente con il flusso parallelo delle immagini video dando luogo ad un complementare contrappunto della percezione. Nella dialettica aperta tra la voce e la sua speculazione elettronica infine si aggiungono i lavori di altri due compositori: la francese Florence Baschet presenta Au commencement per voce e dispositivo elettronico che è anche una riflessione sull'origine del suono vocalico, e l’americano David Felder con Chashmal per voce e live electronics.


NOTE AI PEZZI

Au commencement … Be réchit [2006]
Testo di lingua ebraica, estratti dal libro della Genesi, All’inizio I, 1-5.
«Questo testo fa ascoltare il leggendario, il poema di cui siamo». Siamo all’inizio della creazione del mondo ed è la luce che viene creata dapprima, il primo giorno, «Yom é’had… Giorno Uno». Ê attraverso l’ascolto di questo testo recitato che mi sono immersa nella potenza musicale della lingua ebraica ed ho cercato con questo nuovo lavoro di far risuonare gli armonici delle parole. I materiali vocali del canto sinagogale antico sviluppa i propri echi nel corso del pezzo, secondo la tecnica del canto difonico. Il solista-cantore si serve dunque della cavità orale come cassa di risonanza dal volume variabile in relazione alle vocali che egli pronuncia [ u o e a ]. Ciò che permette di selezionare le singole armoniche del fondamentale. Metafora musicale della lingua ebraica che ha origine consonantica per il modo in cui viene scritta nel testo sacro, e successivamente vocalizzata dal momento in cui viene parlata/rivelata.
Florence Baschet

Il Lamento del molare frustrato costituisce la sesta "seduta dentistica" di fuori dai denti, un lavoro di teatro musicale ideato insieme allo scrittore Tiziano Scarpa. Una storia che gioca tra il grottesco e il surreale attorno al tema dei denti, incluso il terrore che questo argomento può suscitare, alludendo metaforicamente a ciò che il "mal di denti" può rappresentare. Ho articolato un mondo sonoro inventato attorno ad un soggetto che si trova proprio all'interno della bocca, immaginando che i denti siano disposti quasi a segnare il confine dello stesso apparato fonatorio. Possiamo dire che il soggetto nascosto è dunque la stessa identità vocale. Prendendo spunto dalle situazioni surreali e spesso comiche che la drammaturgia riesce a produrre, il linguaggio sonico sviluppa un lessico evocativo costituito da pulsazioni nervose, micro-cavità risonanti, sussulti tellurici, estasi liquide, ecc.
Qui il Molare ritiene di essere la calcificazione statuaria di una medusa preistorica, un tempo libera di nuotare nell’oceano con il suo ombrello trasparente e i suoi filamenti sciolti, ma che ormai solidificata è ostaggio dell’arcata dentaria, con le radici conficcate nella gengiva. La scrittura musicale cerca di integrare percettivamente immaginazione e realtà, gioca sulla dissociazione schizoide del molare/medusa ricollocandola nella distribuzione dei registri vocali, utilizza gesti primari quali le pulsazioni vibratorie come elementi ritmici per generare e controllare differenti elementi sonori, dialoga costantemente con il flusso parallelo delle immagini video dando luogo ad un complementare contrappunto della percezione.
Stefano Bassanese

Concepita tra il 1963 e il 1964, Phonophonie è una delle opere fondamentali della prima stagione compositiva di Mauricio Kagel. Si tratta di un ritratto di un anonimo cantante e attore del diciannovesimo secolo, colto nel momento del proprio declino vocale: in questo lavoro gli elementi sono rigorosamente organizzati, in modo particolare quelli non musicali quali la recitazione, la gestualita' etc... così come la presenza di una seconda voce fuori campo e altri suoni e voci registrati su nastro.
In questa composizione, in cui tutto l'umorismo amaro di Kagel e la sua fantasia emergono con intensità, tutto e' concentrato sulla figura del cantante e sulla sua dissociazione in quattro ruoli, perfettamente interpretata da Nicholas Isherwood e dal lavoro di Stefano Bassanese, che ha preparato i nastri ex novo invece di utilizzare quelli originali: lo splendido utilizzo di fonti sonore vocali interagisce e dona profondità allo smarrimento del cantante.
Tragico e comico, sempre imprevedibile nella dissociazione tra parola e suono, il Kagel di Phonophonie è già lo sperimentatore irresistibile che ben conosciamo.


NOTE BIOGRAFICHE

Nicholas Isherwood è uno dei maggiori cantanti di musica antica e contemporanea al mondo. Ha lavorato con direttori quali Joel Cohen, William Christie, Peter Eötvös, Paul McCreesh, Nicholas McGegan, Kent Nagano, Zubin Mehta e Arturo Tamayo e con i compositori Sylvano Bussotti, Elliott Carter, George Crumb, Hans Werner Henze, Mauricio Kagel, György Kurtág, Olivier Messiaen, Giacinto Scelsi, Karlheinz Stockhausen e Iannis Xenakis nei teatri più prestigiosi d’Europa (La Scala, Covent Garden, Théatre des Champs Elysées, Salzburg Festival, Biennale di Venezia , Concertgebouw, Deutsche Oper, Teatro dell’Opera di Roma) così come in Cina Giappone, Messico, Brasile, Russia e Stati Uniti.
Ha spesso collaborato con il compianto jazzista Steve Lacy. Tra I ruoli più significativi della sua carriera ricordiamo quello di Plutone nel Ballo delle Ingrate di Monteverdi, Claudio nella Agrippina di Händel, il Satiro nell’Orfeo di Rossi al Châtelet e in un tour europeo, "Frère Léon" nel San Francesco d’Assisi nell’ultima produzione del compositore, messa in scena al Royal Festival Hall e dal vivo alla BBC per l’ottantesimo compleanno del compositore, il ruolo di "Death" nel Der Kaiser von Atlantis di Victor Ullmann in produzione alla Helmut Rilling’s Bach Akademie a Stuttgart, con Paul Mefano al Pompidou Centre e poi in tournee, il protagonista nel Romeo e Giulietta di Pascal Dusapin al festival d’Avignone e in tournee in tutta Europa, il ruolo principale nel Re Lear di Toshio Hosokawa, per la Biennale di Monaco e in Giappone, il ruolo de Il Testimone nella prima mondiale di Tieste di Sylvano Bussotti all’Opera di Roma e il ruolo di Lucifero nelle prime mondiali delle opere Montag, Dienstag e Freitag di Karlheinz Stockhausen, dal Licht a La Scala, dal Leipzig Opera al Donnerstag aus Licht at Covent Garden. Nicholas Isherwood è un membro del Boston Camerata. Ha registrato numerosi dischi per etichette come Erato, Harmonia Mundi e Mode Records. Insegnante per alcuni importanti master (Paris Conservatoire, Salzburg Mozarteum, Stanford University), è professore di canto presso l’Ecole Normale de Musique a Parigi. Alcuni eventi recenti hanno incluso Gilgermesh di Martinu, diretto da Rozhdestvensky alla Fenice e una prima mondiale di Karlheinz Stockhausen al Salzburg Festival.

Stefano Bassanese, nato a Venezia nel 1960, ha studiato musica elettronica e composizione presso i conservatori di Venezia e Padova. Nel 1983, invitato dal compositore Luigi Nono a Freiburg (Germania), ha frequentato l'Experimental Studio del Sudwestfunk e i seminari dell'Institut für Neue Musik presso la Musikhochschule. Attivo come compositore ed esecutore di musica elettronica ha partecipato a numerose manifestazioni internazionali e ha tenuto concerti in prestigiose sedi tra le quali: Zeitfluss - Festival di Salisburgo, Teatro La Fenice - Venezia, Rai/Audiobox - Matera, Iniziative Neue Musik - Berlin, ß' Biennale - Thessaloniki, Kunsthaus - Mürzzuschlag, Cluster Neuklang - Weimar, Triduum - Klagenfurt, Musica Oggi - Padova, Routes Mediterraneennes - Alger, Biennale di Venezia, Son d'Hiver - Paris, World Music Days 95 - Essen, Ars Musica - Bruxelles, Atelier Lyrique - Tourcoing, Eclat - Stuttgart, etc.
Come compositore ha ricevuto più volte commissioni dalla RAI e da altre istituzioni ed ha inoltre collaborato con il Centro di Sonologia Computazionale dell'Università di Padova (occupandosi di Computer Music fin dal 1978), e come regista del suono tra gli altri con l'Orchestra Sinfonica del WDR di Colonia diretta da Zóltàn Peskó e con l'Ensemble Modern diretto da Ingo Metzmacher. Numerose le collaborazioni con compositori ed esecutori tra cui, Aldo Clementi, Olga Neuwirth, Fabio Nieder, Claudio Ambrosini, Mauricio Sotelo, Paul Mèfano, Phill Niblock, Stefano Scodanibbio, Johannes Harneit, Christoph Homberger e molti altri. Dal 1999 collabora con il compositore Mauricio Kagel, realizzando l’elettronica per diverse produzioni tra cui la prima mondiale della versione scenica di Entfürung im Konzertsaal con la regia di Herbert Wernicke. Nel 2000-2001 è stato responsabile della produzione elettronica del CCMIX (Centre de Création Musicale Iannis Xenakis) di Parigi. Nel 2003 ha collaborato con il pianista e compositore Uri Caine componendo e realizzando l’elettronica per Othello Syndrome che ha inaugurato il 47° Festival di musica contemporanea della Biennale di Venezia. Membro del comitato scientifico dell'Archivio Luigi Nono di Venezia, dal 2000 è docente di musica elettronica presso il Conservatorio Statale di Cuneo. Ha registrato per RAI, ERT, WDR, SWR, RTBF, Fonit Cetra, Mode Records, Electronic Music Foundation, Winter & Winter.

David Felder è da tempo considerato come uno dei compositori americani più rappresentativi della sua generazione. Le sue composizioni sono state eseguite in molti festival internazionali di musica contemporanea tra cui Huddersfield, Darmstadt, Ars Electronica, Bruxelles, ISCM, North American New Music, Ginevra, Aspen, Music Factory, Bourges, Vienna Modern, collaborando con soggetti quali la New York New Music Ensemble, BBC Orchestra, Arditti Quartet, American Composers Orchestra, Buffalo Philharmonic, American Brass Quintet, Ensemble InterContemporain e molti altri.
Il lavoro di Felder è ampiamente caratterizzato da uno spiccato profilo energetico, attraverso il frequente ricorso alla tecnologia e all’elaborazione dei materiali sonori (inclusa la serie video "Crossfire"), oltre alle qualità liriche.
Ha ricevuto numerosi riconoscimenti e commissioni, tra cui premi dal National Endowment for the Arts, New York State Council Commissions, New York Foundation for the Arts Fellowship, Guggenheim, Koussevitzky, Fromm Foundation Fellowships, Rockefeller Foundation, Meet the Composer "New Residencies" (1993-1996) con la Buffalo Philharmonic, Mary Flagler Cary Trust.
Tra le commissioni completate di recente ci sono "a pressure triggering dreams", nel maggio 1997, eseguita in prima mondiale dalla American Composers Orchestra alla Carnegie Hall, "In Between", per sole percussioni elettroniche e orchestra da camera nel giugno del 2000, eseguito in prima mondiale dal percussionista Daniel Druckman, "Inner Sky", (1999) per flauto e archi con percussioni, pianoforte e computer; nel 2001 "Shredder" e "Incendio", due lavori per ottoni. Tra le altre commissioni troviamo un sestetto, "partial [dist]res[s]toration", per il New York New Music Ensemble (commissionato dalla Fromm Foundation), un lavoro per flauto e ensemble, "Dionysiacs", commissionato dal Branner-Cooper Fund, "whoosh" per Cheryl Gobbetti-Hoffman, e una commissione di Cary Trust per i New York Virtuoso Singers, "memento mori". Nuovi progetti per il 2004 e 2005 hanno incluso un secondo quartetto per l’Arditti Quartet e un lavoro per orchestra da camera con voci di soprano e basso su testi di Neruda e Daumal.
Attualmente, Felder insegna composizione al SUNY Buffalo, dove mantiene la cattedra di composizione dal 1992 ed è direttore artistico del festival "June in Buffalo" dal 1985. Nel 2002 ha ricevuto uno dei primi premi dal SUNY-system Chancellor’s Office for Excellence in Research and Crative Activity. Dal 1992 al 1996 è stato Composer-inResidence per la Buffalo Philarmonic Orchestra e WBFO-M. Nel 1996 ha formato l’orchestra da camera professionale Slee Sinfonietta, diventandone da subito direttore artistico. Precedentemente ha studiato al Cleveland Institute of Music, alla University of California, a San Diego, e alla California State University, a Long Beach, guadagnando nel 1983 un Ph.D dalla University of California. I suoi lavori sono pubblicati da Theodore Presser e un disco completo delle sue opere - realizzato dalla Bridge Record nel 1996 - è stato accolto con grandi consensi in tutto il mondo, ottenendo il titolo di “disco dell’anno” di musica da camera dall’American Record Guide. Un secondo album contenente lavori orchestrali è stato pubblicato nella primavera 2000 dalla Mode Records (nominato “Editor’s Best of the Year da Fanfare Megazine nel 2002). EMF #033, realizzato nel luglio del 2001, contiene le prime registrazioni di lavori orchestrali di Morton Feldman e Felder (due lavori per ciascun compositore), accolto con recensioni critiche davvero entusiastiche. Nel 2003 è stato pubblicato un quarto disco, contenente alcune opere di elettronica, mentre nel 2004 è uscito un DVD.

Florence Baschet
Dopo gli studi musicali tradizionali entra al Conservatorio di Lione, dove studia composizione e musica elettroacustica. S'interessa poi alla musica strumentale contemporanea e in particolare al Cristal Baschet, strumento che esplora in diverse formazioni musicali. Nel 1988 il corso di composizione di Philippe Manoury le permette di lavorare sulla composizione utilizzando il Cristal Baschet come punto d'incontro tra la musica da camera strumentale e l'elettroacustica. Nel 1991 ottiene il primo premio in composizione e in informatica musicale. Lo stesso anno, il Mécénat de la Fondation de la Société Générale pour la Musique le offre una borsa di studio per finanziare la produzione di un disco di suoi lavori.
Studia presso il Centre Acanthes auprès de Luigi Nono puis d'Elliott Crater. Nel 1992 segue all'Ircam un corso annuale di composizione e informatica musicale. Nel 1994 riceve un incarico statale per l'ensemble Itinéraire, nel 1995 ne riceve uno dall'Ircam, e nel 1996 lavora nuovamente per l'Itinéraire.

Paolo Pachini ha studiato pianoforte con Francesco Martucci, storia della musica con Claudio Annibaldi, composizione con Mauro Bortolotti, Ivan Vandor e Salvatore Sciarrino, musica elettronica con Riccardo Bianchini. Nel 1998 ha seguito il corso annuale di specializzazione in informatica musicale organizzato dal Centro Tempo Reale di Firenze.
Ha tenuto seminari sulla musica contemporanea italiana presso la Cornell University, la Columbia University e l'Universitat Pompeu Fabra di Barcellona.
Collabora con il Centro Tempo Reale di Firenze e come docente in Elettroacustica con il Conservatorio “G. Tartini” di Trieste, il Conservatorio “L. Cherubini” e la RAI di Firenze.
Nel 1996 è stato tra i vincitori del premio di composizione CEMAT.
Suoi lavori sono stati commissionati ed eseguiti da istituzioni quali: RAI-Radiotelevisione italiana, Cantiere Internazionale d'Arte di Montepulciano, Accademia Chigiana (Siena), Nuova Consonanza (Roma), Palazzo delle Esposizioni (Roma), Di Nuovo Musica (Reggio Emilia), Teatro Carlo Felice (Genova), Teatro La Fenice (Venezia), Festival Pontino (Sermoneta), I Concerti di Tempo Reale (Firenze), Milano Invideo, Spazio Musica (Cagliari), Festival Synthèse (Bourges, 1998), Columbia University (New York), Universitat Pompeu Fabra (Barcellona), Istituto Italiano di Cultura (Buenos Aires), VideoArt Festival (Locarno), Biennale di Venezia.


Ascolti:
David Felder – A Pressure Triggering Dreams... [Mode, 1998]
Mauricio Kagel, Stefano Bassanese – Transicion II, Phonophonie [Mode, 2003]

Web:
www.nicholasisherwood.free.fr
www.sussex.ac.uk/Users/bh25/kagel.htm


BIGLIETTI/TICKETS

Intero/Full price € 12
Ridotti/Reduced € 10
Soci Vortice € 7
Giovani a Teatro € 2.50

Riduzioni ammesse: giovani (under 18), anziani (over 65), studenti fino a 26 anni (dietro presentazione libretto/tesserino), Rolling Venice, Carta Giovani, Soci Coop

Informazioni e prenotazioni/Information and reservations:
041 5224498, info@teatrofondamentanuove.it

PREVENDITE
BIGLIETTERIA ON LINE / BUY ON LINE
E' inoltre possibile prenotare i rimanenti biglietti via mail (info@teatrofondamentanuove.it) o per telefono (+ 39 041 5224498) e ritirarli direttamente in biglietteria un'ora prima dello spettacolo/Tickets can also be booked by email at (info@teatrofondamentanuove.it) or by phone (+ 39 041 5224498) and picked up directly at the theatre one hour before the show.

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email: vortice@provincia.venezia.it


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