La Costruzione del Suono 2005

Live!iXem.05 - giorno 1


Venerdì 9 dicembre ore21
Live!iXem.05 - giorno 1
Chiglia:e:remi Autoctono
Martux_M X_scape
Jeremy Bernstein Live Audiovisual Performance


Chiglia:e:remi - Autoctono

Il progetto Autoctono è un progetto audiovisivo nato tra gennaio e aprile del 2005. La musica si basa prevalentemente sull’utilizzo di suoni campionati sul luogo. Le registrazioni sonore spaziano dall’ambiente naturale come foglie, acqua, piccoli oggetti a registrazioni di suoni e luoghi metropolitani come Londra, Parigi e Marghera. Utilizzando i suoni campionati e riprocessandoli, modificandone talvolta la natura, abbiamo creato una composizione di circa 30 minuti, da eseguire dal vivo. Con l’utilizzo di tali suoni provenienti da luoghi e tempi differenti, Autoctono diventa il luogo di sintesi di tali esperienze acustiche. Il metodo che viene utilizzato per comporre si basa appunto sugli spazi. Utilizzando l’idea iniziale di "zapping tra luoghi", il nostro lavoro è uno spostarsi fisico tra esperienze e paesaggi sonori vissuti, che come delle fotografie sono a nostra disposizione per una manipolazione creativa e in funzione di una qualità acustica. Autoctono diventa il luogo in cui gli spazi si compongono e si intersecano, si scompongono, si evolvono, diventano altro.
Il progetto prevede due proiezioni simultanee affiancate che cercano un rapporto dialettico in alcuni momenti della composizione, in altri cercano di differenziarsi e prendere autonomia.
Lo scontro creativo tra immagine digitale e naturale e tra luogo di registrazione audio e luogo di assemblamento, tra rumori metropolitani e suoni naturali sono alla base del progetto Autoctono.
Chiglia:e:remi è un progetto di Stefano Zatti [Padova, 1983] e Marco Mioli [Vicenza, 1982]. Le prime sperimentazioni sonore vengono effettuate mediante l’utilizzo di chitarre orizzontali preparate, oggetti sonori, nastri e vecchi giradischi; l’obiettivo era la manipolazione del suono in sé, a prescindere dalla strumentazione. Dopo il primo periodo di ricerca suonano a Venezia al centro culturale Boldù; utilizzando tali strumenti lavorano nella prima parte della composizione a suoni frammentati, nella seconda parte a suoni continui, chitarra e mixer in feedIback, creando un tappeto sonoro in cui l’assenza di ritmo e di note lascia spazio a una percezione materica del suono. In questo periodo attorno al progetto Chiglia:e:remi gravitano una serie di musicisti, con i quali sono state sperimentate improvvisazioni collettive, ognuno scegliendo la propria sorgente sonora e mantenendo la propria individualità nella struttura complessiva. Il passo successivo è avvenuto quando Chiglia:e:remi hanno cominciato a campionare suoni e a scoprire la musica concreta, tutto è partito da una necessità. Un viaggio a Londra (2004) di due mesi in cui unico oggetto portato appresso era un laptop. Inizialmente Marco ha cominciato a campionare la metropolitana di Londra, le auto,i cantieri edili,e a rimanipolare i suoni. Parallelamente Stefano era al lavoro con i suoni di Marghera, Lido e Venezia.
Un altro viaggio fatto a Parigi, lavorando sui suoni degli aerei e campionando Nôtre Dame ha aggiunto materiale sufficiente per avere delle fotografie sonore di spazi geograficamente
lontani. Autoctono è nato qui, quando come delle fotografie ci siamo trovati delle porzioni di spazio nei nostri computer ed abbiamo cominciato ad assemblarli creando nuove forme.
Carlo Costacurta [Vicenza, 1979] proietterà immagini digitali create con software di modellazione 3d, Marco Donnarumma [Napoli, 1984] lavorerà esclusivamente su immagini registrate da videocamera e mixate.


Martux_M - X_scape

Come dipingere un suono? Come ascoltare un’immagine?
Dar vita alle immagini-suoni per liberare la vita dalle sue prigioni, per tracciare un Xscape, una linea di fuga. Un suono, un grido, un blu fanno sorgere un universo incorporeo, non discorsivo, blocchi di sensazione, corpi deterritorializzati. Non occorre un linguaggio, un sistema omogeneo, ma uno squilibrio; non si fa opera d’arte, si è opera d’arte.
Bisogna essere dei capolavori, mancati ma pur sempre dei capolavori. Una produzione mutante di enunciazione, esplorare nuovi campi del possibile, delirare, uscire dal solco. Affetti allo stato puro condotti direttamente sull’emozione vitale. Non c’è rappresentazione, ma convulsioni, segni liberi, presenze di corpi video-sonori che attraversano intimamente il nostro corpo, liberandolo dalla sua inerzia, disincarnandolo, smaterializzandolo. L’incontro è un evento, è Eros, il demone della mancanza, "noi siamo in quel che ci manca", ma è un cercare senza mai possedere, per amare, penetrando fra le grida del dolore fisico, fra i canti della sofferenza metafisica, per liberare qualcosa di lieto e amabile: un bagliore, una nebbia, una popolazione discreta, un mutamento di tinta. Cercare l’abbandono, liberarsi del peso del corpo, farne un evento, incontrarsi sul tema dei "corpi linguaggi" dove l’identità dell’io rinvia sempre all’identità di qualcosa fuori di noi, a significare che ciascuna cosa si apra all’infinito, dei predicati attraverso cui passa a condizione di perdere la sua identità come concetto e come io.
Martux_M aka Maurizio Martusciello collabora a progetti di musica, danza, cinema, teatro e video-art sperimentale a partire dagli anni '80. Nel 95 fonda “Martusciello” e il gruppo di lavoro “Ossatura” suonando insieme a moltissimi musicisti stranieri. Compone lavori per la Radio Nazionale Italiana, per Journées Electro-Radio Days Canadese e nel '97 fonda METAXU insieme a Økapi (Filippo Paolini) e con la collaborazione di Mattia Casalegno alle immagini, tenendo numerosi concerti in Italia e all’estero, e diventando uno tra i gruppi più apprezzati dalla scena elettroacustica-sperimentale internazionale. Nel 2004, dalla collaborazione con il compositore di musica contemporanea Giorgio Battistelli, nasce il lavoro Experimentum Mundi Remix che viene presentato nella serata elettronica del Festival RomaEuropa 2004. E’ curatore della programmazione di Sensoralia, rassegna di arte elettronica audiovisiva, presso il Teatro Palladium di Roma.


Jeremy Bernstein – Live Audiovisual Performance

Jeremy Bernstein è un artista e un programmatore che vive tra New York e Berlino. Il suo lavoro audiovisivo è stato presentato in Europa e in Nord America. E’ coautore di Jitter, piattaforma di manipolazione multidimensionale di dati, pubblicata da Cycling ‘74 nel 2002.
Il lavoro di Bernstein ha alla sua radice un profondo interesse per la nostra esperienza del tempo e l’ambiente. Nel suo lavoro la realtà concreta è estratta da qualunque contesto funzionale e attentamente ricomposta in astrazioni assemblate. Sebbene lavori con l’immaginazione sonora e visiva, l’approccio di Bernstein al suo lavoro avviene attraverso il processo tecnico della campionatura digitale, usando frammenti di materiali trovati (film, fotografie, registrazioni ambientali, vecchi dischi, etc) per formare complesse strutture multilivello.
Con sempre maggiore interesse ed impegno, Bernstein esplora il suono e l’immagine come "media influenzabili" - forme semifluide capaci di persistente modulazione strutturale - attraverso l’uso di comuni software. Bernstein ha composto numerose musiche e sonorizzazioni per produzioni teatrali e di danza, ha costruito ambienti audiovisivi interattivi per il teatro e per esibizioni dal vivo.
Tra le più recenti collaborazioni: Paulo Raposo (Lisbona), Marc Behrens (Francoforte), Carlos Santos (Lisbona), Naomi Ben-Shahar (New York), Zoe Bellof (New York), Theatre 326 (Belfort, Francia), Andrea Kleine Theater and Dance (New York).


Biglietti:
Ingresso unico 7€

Abbonamento Ixem 15€

Prevendite:
Presso la biglietteria un'ora prima degli spettacoli.


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