Teatro in Campo 2003

FUORI CAMPO
Concerti in Campo Pisani

Nell'ambito di "Fuori Campo", l'Associazione Culturale Vortice presenterà tre appuntamenti musicali che si pongono al tempo stesso come una testimonianza viva e coinvolgente del lavoro fatto fino a oggi nell'ambito della rassegna "Risonanze" e come presentazione di concerti di grande qualità a un pubblico che anche d'estate ricerca nelle proposte musicali quegli stimoli e quelle emozioni che il jazz e l'improvvisazione sanno dare con tanta intensità.

Proprio in quest'ottica si è pensato di invitare a "Fuori Campo" dei musicisti che possiedono la non frequente qualità di essere imprevedibili, ma anche divertenti, di andare oltre i confini, ma di saper portare con sé anche il pubblico, degli artisti che intendono l'esibizione dal vivo come il massimo momento comunicativo e la riempiono di un'energia tutta da condividere.

È certamente il caso di due incontenibili "dinamo" musicali come il fisarmonicista e pianista sardo Antonello Salis e il batterista olandese Han Bennink, che domenica 10 agosto promettono veri e propri "fuochi d'artificio"! Il loro incontro è un'esperienza sempre magica e carica di ritmo, un viaggio attraverso mille scenari, strumenti e oggetti che risuonano di incanti sempre diversi, il gioco e la poesia, la melodia che esplode in mille frammenti percussivi per poi ricomporsi come un fiore quando meno ce lo si attende.

Ma anche il nuovo quartetto del sassofonista siciliano Gianni Gebbia - martedì 19 agosto - promette "scintille": già ospite di "Risonanze", Gebbia è un artista che sa infondere alla propria musica i furori della libera improvvisazione e gli aromi del Mediterraneo, attraverso l'ironia e la particolare fusione sonora tra gli strumenti: con lui infatti ci sono tromba, contrabbasso e batteria, un quartetto "classico" nell'apparenza, ma che continua a rinnovarsi nella sostanza.

L'Europa, l'Italia, ma anche New York nelle proposte di "Fuori Campo": proprio dal continuo ribollire di idee della Grande Mela arriva mercoledì 27 agosto il quartetto "Topaz" guidato da un personaggio unico come il violoncellista Eric Friedlander. Oltre al violoncello ci sono il sassofono, il basso e la batteria, per una musica dai mille colori, elettrica e sognante al tempo stesso, uno dei gruppi creativi della scena newyorkese, capace di rinnovare la tradizione del jazz e di arricchirla di nuove sfumature e influenze.

Sono tre proposte che - come è nella tradizione di "Risonanze" - vogliono offrire al pubblico una visione a 360° della scena musicale e che vogliono rendere sempre più saldo e carico di energia il rapporto tra musicisti e pubblico.


Domenica 10 Agosto, ore 21.15

ANTONELLO SALIS / HAN BENNINK

Antonello Salis pianoforte, fisarmonica
Han Bennink batteria, percussioni


Martedì 19 Agosto, ore 21.15

ALTOMARIA!

Rev.Gianni Gebbia sax alto
Don Riccardo Pittau tromba
Erasmus Luca Lo Bianco contrabasso
Francesco De Cusade batteria e oggetti


Mercoledì 27 agosto, ore 21.15

ERIK FRIEDLANDER "Topaz"

Erik Friedlander violoncello
Andy Laster sax alto
Stomu Takeishi basso
Satoshi Takeishi percussioni


Domenica 10 Agosto, ore 21.15

ANTONELLO SALIS & HAN BENNINK

Antonello Salis, pianoforte, fisarmonica
Han Bennink, batteria


Pianista e fisarmonicista autodidatta, Antonello Salis è nato a Villamar in terra sarda (CA), nel 1950. Le sue prime esperienze musicali, dal 1969 al 1973, le vive come organista in orchestre da ballo. Trasferitosi a Roma nei primi anni Settanta, intraprende la carriera professionistica come musicista rock nel gruppo jazz-oriented "Cadmo" con Mario Paliano e Riccardo Lay. Avvicinatosi poi più da vicino al jazz collabora con alcuni dei maggiori musicisti afro-americani ed europei (da Don Moye a Lester Bowie da Enrico Rava a Paolo Fresu). Dal 1975 in poi, sono numerose le partecipazioni a festival jazz sia in Italia che all'estero che lo hanno visto suonare al fianco di musicisti di prim'ordine, quali Antony Braxton, Billy Cobham, Nanà Vasconcelos, Don Cherry, Maurizio Giammarco, Gianluigi Trovesi. Dalla sua, anche e specialmente in queste esperienze, l'incredibile vulcanicità della sua strepitosa energia artistica, collimante con una viva ed intensa "mediterraneità", ma anche la capacità di mescolare i Beatles, Nino Rota, Monk e Cecil Taylor in una miscela incandescente che non manca mai di incantare gli spettatori.

Han Bennink, classe 1942, sicuramente tra i più importanti nomi del free jazz europeo, con precedenti collaborazioni con Sonny Rollins, Dextet Gordon, Erik Dolphy, Wes Montgomery, è ben conosciuto per un approccio non convenzionale allo strumento, ma anche per l'uso di tutto ciò che è a portata di mano come fonte di suoni ­ o di ritmi - (è capace di rendere musicale anche un contenitore in cartone per la pizza da asporto). Citando lo stesso Bennink: "Non ho più bisogno di percussioni o campane o gong [...] Trovo di tutto qui o...li dietro il palcoscenico [...] ieri ho trovato delle corde, una scatola e un pezzo di legno. Questi oggetti sono molto più interessanti in termini di suono di molte altre cose perché i suoni sono dovunque e dipende dal contesto in cui li metti. Quando suono su qualcosa, è ancora con due bacchette, lascio che il pubblico senta la differenza tra i suoni da percussione ed una lattina, un pezzo di spazzatura e qualsiasi altra cosa... Questa è l'idea... L'olandese potrebbe quindi vagare per un ora tra il pubblico per trovare degli oggetti della quotidianità per il suo kit di percussioni, o ancora potrebbe stupirsi come un bambino che per la prima volta si cimenta nel suonare una sedia.

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Martedì 19 Agosto, ore 21.15

ALTOMARIA!

Rev.Gianni Gebbia sax alto
Don Riccardo Pittau tromba
Erasmus Luca Lo Bianco contrabbasso
Francesco De Cusade batteria e oggetti


Il nuovo progetto del sassofonista palermitano Gianni Gebbia, uno dei più apprezzati e creativi musicisti italiani: "Altomaria è la nuova, surreale band formata da alcuni tra i più noti filibustieri del new jazz italiano. Immaginate una sorta di incrocio tra uno zorniano Masada versione Sud Italia ed una "Complete Communion" tra un Don Cherry sardo ed un Gato Barbieri palermitano accompagnati da una ritmica di malfattori... Tra fraseggi bluesy, temi originali, omaggi alle launeddas e ad Ornette Coleman, Altomaria è uno spettacolo dall'energia travolgente e di una ironia che tocca varie tematiche più e meno serie... Gebbia e Pittau assieme ci ricordano certe accoppiate storiche (alto e tromba) mentre la ritmica di Lo Bianco e Cusa non cessa mai di sorprendere creando strutture sorprendenti".

Gianni Gebbia
Multistrumentista palermitano, apprezzatissimo anche all'estero, è da divesri anni una delle figure centrali della musica improvvisata italiana, incentrando la propria ricerca sulle potenzialità del solo e delle collaborazioni più varie e creative, dalla danza alla poesia al video.
Ha suonato in moltissimi festival prestigiosi quali quelli di Victoriaville in Canada o di Mulhouse in Francia, collaborando con artisti del calibro del compianto Peter Kowald, Evan Parker, Fred Frith.

Francesco Cusa
Batterista catanese - ma con base a Bologna - è da diversi anni uno dei musicisti più richiesti e apprezzati, avendo collaborato con decine di jazzmen e improvvisatori italiani e stranieri, da Tim Berne a Paolo Fresu. Impegnato con diversi progetti, da Trionacria a Zero Tolerance a Skrunch, lavora spesso privilegiando il rapporto con le altre arti, in particolare il cinema e dirige la rassegna "Musiche Contro".

Riccardo Pittau
Lavorando prevalentemente fuori Sardegna, dove ha partecipato a varie rassegne musicali e collaborato con musicisti e formazione di varia estrazione, Riccardo Pittau ha attraversato le aree musicali più disparate (dalla classica alla techno, dal jazz al death metal, dalla musica cubana alla musica rom dei Balcani, il liscio ecc...) mantenendo una visione perennemente a trecentosessanta gradi e senza snobismi a priori.Ha intrapreso da qualche tempo anche lo studio delle launeddas e de su sulittu (tipico flauto di canna).Suona anche le conchiglie e s'interessa di poesia sarda (scritta e improvvisata).

Luca Lo Bianco
Nato a Palermo il 13/06/74, è diplomato al Conservatorio di Palermo in contrabbasso e attualmente lavora con formazioni di musica latina, musica da camera, formazioni e orchestre di jazz. Tra le collaborazioni, Nicola Giammarinaro, Mimmo Cafiero, la Open Jazz orchestra, Larry Nash, Salvatore Bonafede, Orazio Maugeri, Cinzia Spata e l'Orchestra da camera "Gli armonici". Ha frequentato i corsi di perfezionamento musicale "Arts Accademy" e i corsi di perfezionamento della Scuola Musica Insieme diretti da G. Casati, E. Fioravanti, P. Fresu, G. Costa, P. Dalla Porta, E. Rava, P. Damiani, D. Deidda e B. Destrez.

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Mercoledì 27 agosto, ore 21.15

ERIK FRIEDLANDER "Topaz"

Erik Friedlander violoncello
Andy Laster sax contralto
Stomu Takeishi basso elettrico
Satoshi Takeishi percussioni


L'uso jazzistico del violoncello è piuttosto raro. Fra i pochi che lo hanno utilizzato in passato sono da ricordare Oscar Pettiford e Ron Carter. In tempi più recenti è nata una nuova generazione di violoncellisti jazz dei quali il newyorkese Erik Friedlander è uno degli elementi più rappresentativi. Secondo il critico statunitense Chris Jorgenses "Il virtuosismo e la potenza di improvvisazione di Erik Friedlander sono sbalorditivi, egli riesce ad ottenere toni e colori che molti violoncellisti sinfonici sentono solo nei loro sogni". Coniugare il rigore della tradizione accademica ad una prassi improvvisativa varia e feconda, contribuendo con ciò ad ampliare la visibilità di uno strumento ancora marginale nella musica creativa improvvisata come il violoncello. Questa è la sintesi che Erik Friedlander compie con la naturalezza e l'efficacia dell'uomo modesto, che con discrezione trasforma l'opportunità in meraviglia.
Nato nel 1960 a New York, la sua vita è stata da subito riempita della musica che proveniva dalla camera oscura del padre Lee, uno dei più affermati fotografi statunitensi ed autore di alcune famose copertine per LP della Atlantic e della Columbia degli anni '50 e '60. Accade spesso che il caso abbia bisogno di un po' d'aiuto per girare nel verso giusto, e per Friedlander il 'gioco' del violoncello - intrapreso a otto anni - si è trasformato in passione e professione grazie a due folgorazioni che rispondono al nome del contrabbassista Harvie Swartz, che gli offre la prima esperienza 'improvvisativa' inserendolo nel proprio quintetto, e del violoncellista Hank Roberts, che lo conduce alla consapevolezza di quanto creativa possa essere la pratica del violoncello, in un periodo in cui Friedlander si manteneva collaborando con orchestre sinfoniche e cameristiche o in produzioni commerciali.
Una volta intrapresa la strada dell'improvvisazione fino e oltre la soglia dell'avanguardia più creativa, nella New York degli anni '80 l'incontro con John Zorn, Dave Douglas e l'ampia cerchia di musicisti che gravita attorno ad essi era pressoché inevitabile. Da allora, Friedlander continua ad incrociare il cammino dei musicisti più creativi e nei contesti più diversificati - la bruciante estetica free, la reinvenzione del patrimonio musicale ebraico, il minimalismo contemporaneo - uscendone sempre arricchito e al contempo affermando in ogni contesto la propria voce ricca e personale.
Tra i suoi vari progetti in qualità di leader, mentre "Chimera" del 1995 e "Grains of Paradise" del 2001 rappresentano due diverse ricognizioni delle possibilità offerte dall'incontro di tradizione ebraica dell'est europeo, concezione avanguardistica e impianto orchestrale, quello che lo occupa maggiormente oggi è senz'altro il quartetto Topaz. Il progetto è nato nel 1996, affiancando a Friedlander il sassofonista Andy Laster e il bassista Stomu Takeishi. Successivamente si è aggiunto Satoshi Takeishi alle percussioni, per costruire una proposta sinergica, che va in questo caso a incastrare il propellente incendiario di sax e basso al formalismo essenziale di violoncello e percussioni, creando equilibri arditi e dinamici solo per poi infrangerli e scompaginare i ruoli. Si tratta di un gioco possibile grazie al valore di quattro tra i migliori musicisti della scena downtown newyorchese.
Forte dei raffinati arrangiamenti del leader, di un interplay di rigorosa precisione e di un impasto timbrico esotico e accattivante, Topaz percorre un itinerario originale in bilico tra suggestioni jazzistiche, reminescenze fokloriche e sonorità urbane che non mancherà di tracciare un solco nella memoria e nel gusto di ogni ascoltatore.
[Emiliano Neri, Allaboutjazz]

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BIGLIETTI

Interi € 12,00
Ridotti € 10,00
Ragazzi fino ai 14 anni € 5,00

*In collaborazione con Trenitalia Divisione Passeggeri Area Commerciale Nord-Est Assistenza alla clientela Veneto - Friuli Venezia Giulia - Trentino Alto Adige sarà offerto uno sconto sul biglietto ai possessori dei biglietti ferroviari interni e internazionali con destinazione Venezia


PREVENDITE

Biglietterie Vela - Hello Venezia tel. 041 2424
Circuito Box Office Triveneto, Prenotickets tel. 041 940200
Apertura biglietteria Campo Pisani ore 18.00


INFORMAZIONI


Pantakin da Venezia
Tel. 041 2770407 (dalle 10.30 alle 15.00)
Tel. 340 5989214 (dalle 18.00)
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