Comune di Venezia - Beni e Attività Culturali

Vortice - Associazione Culturale

Fondazione Teatro La Fenica

Lunedì 30 settembre, ore 21.00
Venezia - Teatro Malibran

RISONANZE presenta:


Mauricio Kagel

Variété
Concert-Spectacle für Artisten und Musiker

Episoden, Figuren
per fisarmonica

Passé Composé, KlavieRhapsodie (1992-93)
per pianoforte solo

con
Bustric

Divertimento Ensemble

Maurizio Longoni, clarinetto
Corrado Rojac, fisarmonica
Relja Lukic, violoncello
Maria Grazia Bellocchio, pianoforte e organo
Riccardo Balbinutti, percussioni

Sandro Gorli, direttore

Realizzazione scenica di Sergio Bini (Bustric)


Prezzi

€ 12
- Platea
- Balconata file A,B,C,D,E
- Prima fila palchi posti "anteriori"

€ 10
- Balconata file F,G,H,I,L
- Galleria file A,B,C,D
- Prima fila palchi posti "posteriori"
- Seconda fila palchi posti "anteriori"
- Terza fila palchi posti "anteriori"

€ 8
- Galleria file E,F,G,H
- Seconda fila palchi posti "posteriori"
- Terza fila palchi posti "posteriori"
- Loggione

Prevendite:
Circuito Box Office Triveneto
tel. 041.940947, tel. 045.8011154, - www.boxoffice.it


A Venezia i biglietti sono in prevendita presso l'Agenzia Viaggi Gran Canal, San Marco 4759 (Ponte del Lovo - affianco Teatro Goldoni - 041272111)


Prenotickets: vendita telefonica, consegna biglietti a domicilio e pagamento con carte di credito, h 16.00/18.30 dal lunedì al venerdì, tel. 041.940200

Presso la biglietteria un'ora prima dello spettacolo.


Presentazione 

Variété

Variété, dal curioso sottotitolo Concert-Spectacle fur Artisten und Musiker è stato scritto fra il 1976 e il 1977, su commissione del Ministero della Cultura francese per il Festival di Metz. L'organico strumentale prevede un clarinetto (che si alterna con un clarinetto basso e un saxofono), una tromba, un violoncello, una fisarmonica, un pianoforte (che si alterna con un armonium e un Honky-tonk piano) e una nutrita serie di percussioni.
Gli artisti che collaborano alla realizzazione scenica possono essere professionisti o dilettanti e appartenere alle seguenti categorie: illusionisti, prestigiatori, maghi, acrobati, artisti dello strip-tease di entrambi i sessi, giocatori di carte, equilibristi, fachiri, caricaturisti, mimi, trasformisti, mangiatori di fuoco, contorsionisti, domatori, trapezisti, clowns, ipnotizzatori, danzatori esotici...
Si deve procedere in senso contrario a quanto accade nel varietà convenzionale, dove il programma musicale accompagna il susseguirsi casuale di una serie di attrazioni; qui la sequenza delle sezioni musicali, che rappresenta una forma completa e chiusa in sé, è prefissata. Compito fondamentale quindi nel mettere in scena questo spettacolo è delineare un programma di varietà partendo da una struttura musicale definita.
Il rapporto tra evento scenico e musica fa propria un'intuizione estetica balenata a Cage durante un pranzo: "Accanto ad una finestra d'angolo stava un tavolo dal quale potevamo osservare un piccolo lago. Impianti speciali permettevano di scivolare direttamente nell'acqua. Nel ristorante c'era un Juke-box. Qualcuno inserì una moneta. Mi resi conto che la musica accompagnava i nuotatori, sebbene essi non la potessero sentire".
Cage, citando questo suo ricordo, intendeva evidentemente sottolineare quanta importanza avessero i rapporti casuali, le coincidenze, non solo nel processo creativo e nell'opera, ma anche nella sua fruizione. "I miei versi hanno il significato che gli si attribuisce" scriveva Valery; e l'affermazione di Wittgenstein "tutto ciò che possiamo descrivere potrebbe anche essere in altro modo" diventa per Kagel: "tutto ciò che ascoltiamo potrebbe anche essere diverso" (in Tam-tam, Christian Bourgois Editore). La rottura degli schemi consequenziali e unidimensionali porta al gioco delle connessioni imprevedibili, alle "coincidenze significative" di strindberghiana memoria.
Pur mantenendosi fedele alla decisione di lasciar nascere libere e casuali connessioni fra la musica e la parte visiva dello spettacolo, per la quale non dà alcuna indicazione a parte il lungo elenco di categorie di artisti citato, Kagel compone la musica di Variété come la linea di un contrappunto immaginario, come qualcosa che dovrà stabilire relazioni con un elemento a lei eterogeneo. "Un aspetto essenziale della mia musica è la composizione rigorosa con elementi che non sono puri in se stessi", scrive Kagel, cioé con materiali non esclusivamente acustici ma anche visivi, narrativi, fantastici. Il materiale musicale e quello visivo non appartengono quindi per Kagel a due diversi linguaggi che si possono sovrapporre e far scorrere paralleli (come ad esempio per Donatoni nella sua opera Atem) ma sono materiali eterogenei di uno stesso linguaggio, che possono essere rigorosamente composti o formare, come nel caso di Variété, un immaginario contrappunto.
Dal 1977 ad oggi Variété è stato rappresentato molte volte: io stesso ho affrontato la partitura in due differenti occasioni, "contrappuntando" ad essa materiali molto diversi. La prima volta (nove recite al Teatro alla Scala di Milano nel 1981) gli "artisti" coinvolti sono stati reclutati prevalentemente dal mondo del cabaret e del circo e in un numero molto elevato; la seconda volta ho preferito chiamare sulla scena un gruppo molto meno numeroso di mimi.
La scelta di affidare la parte teatrale ad un solo artista, anomala rispetto alle intenzioni dell'autore (ma presa con il suo fiducioso consenso) non nasce certo da valutazioni negative sulle precedenti realizzazioni, ma dalla convinzione che il "sofisticato contrappunto di concetti" di cui parla il compositore si possa realizzare anche con un materiale in sé più omogeneo. In ognuna delle precedenti realizzazioni ho avvertito il desiderio di far "assomigliare" maggiormente la parte visiva a quella uditiva, di assottigliare il contrappunto; con questa convinzione, progettando questa nuova edizione, Bustric, già presente nella prima fra molti altri bravissimi artisti, mi è tornato davanti agli occhi come la miglior soluzione possibile.
[Sandro Gorli]


Episoden, Figuren

Nell'iter compositivo di Mauricio Kagel la fisarmonica è più volte oggetto di approfondita indagine. "Episoden, Figuren", definito dall'autore "solo per fisarmonica", ne è un caso esemplare.
Il brano, di natura episodica, esplora infatti le svariate possibilità timbriche, foniche, articolative ed espressive dello strumento.
Si inizia in un registro tradizionale ma la scrittura si spinge ben presto a toccare le sonorità più gravi e più acute della fisarmonica, snaturandone la consueta indole cantabile. Il variegato gioco di registri fa sì che lo strumento viva talora di suggestioni tipicamente orchestrali: dal solo del controfagotto a quello del flauto piccolo; sino a toccarne la dimensione sonora più caratteristica, quella di un piccolo organo portativo. Un organo dal "mantice espressivo", però, poiché l'esecutore, in costante contatto con esso, ne può graduare l'emissione; la varietà di sfumature articolative è sorprendente.
Questa è l'essenza dell'espressività propria dello strumento Fisarmonica; ed è qui abilmente sfruttata anche nei giochi di "vibrato", ottenuto mediante il tremolio del mantice dovuto alla sospensione del tallone del piede sinistro. Al fisarmonicista è comunque richiesta soprattutto una considerevole tecnica digitale. Kagel, non rinunciando all'ironia che contraddistingue molte delle sue composizioni, inserisce nel brano provocatori chichées strumentali, ad esempio insistenti figure in "arpeggiato" che sfiorano la tipologia del "basso albertino"; ma prescrive velocità estreme.
Nel finale, l'eclettico teatro musicale kageliano si rivela una volta ancora: l'esecutore deve terminare fissando il pubblico a occhi sgranati con un sorriso simile a smorfia.
[Corrado Rojac]


A Deux Mains (Impromptu)

Uno dei motivi che mi hanno guidato nella composizione di questo pezzo è forse il dubbio - innato in me - se l'idea della musica improvvisata potesse essere realizzata in modo da potere parlare davvero di musica improvvisata. È possibile che la mia distanza "spirituale" dalla pura teoria dell'improvvisazione [sempre ammesso che ne esista una] mi abbiano indotto spesso a confrontarmi con forme che trovano la reale legittimazione/completamento nella organizzazione di se stesse in senso improvvisativo.
L'impromptu quindi come esempio di quel genere, ancora vitale, con il quale si prova a incanalare l'arbitrario fluire della musica in un alveo tematico, in maniera da renderlo più variato e complesso. Quello che mi sembra particolarmente importante è la trasformazione del momento, che può essere condotto a sottolineare la sorpresa, talvolta lo stupore. La convenzione della spontaneità diventa così più credibile alle orecchie dell'ascoltatore.
A deux mains, scritto per la seconda edizione del premio internazionale Umberto Micheli di Milano, è il mio primo vero brano per un premio. Spero che i pianisti che lo eseguiranno lo faranno in modo tanto preciso quanto capriccioso, tanto ardentemente quanto cristallino, esattamente come se questa musica fluisse tra/da le loro dita esattamente in quel momento, inaspettata e istantanea, in promptu.
[Mauricio Kagel]



BUSTRIC

Sergio Bini (in arte Bustric), laureatosi al Dams, facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Bologna, dopo esperienze di teatro sperimentale fonda nell'anno 1975 insieme ad altri tre giovani la Compagnia Melquiades.
Con questo gruppo inizia il suo lavoro sulle tecniche del teatro girovago e
di piazza: Clownerie - Mimo - Acrobazia - Illusionismo.
Frequenta a Parigi la scuola di circo di Annie Fratellini e di Pierre Etex ed un corso tenuto da Etienne Decroux ed a Roma la scuola di Roy Bosier.
Allo sciogliersi della Compagnia Melquiades fonda la compagnia Bustric.
Molti sono gli spettacoli che da allora ad oggi mette in scena.
E' stato ospite in molte trasmissioni televisive, fra le quali "Maurizio Costanzo Show", "Non necessariamente" di Carlo Massarini, " Alla ricerca dell' Arca ", " Via Teulada 66 ", " Uno mattina ". A partecipato come attore in molti film, tra cui " La domenica specialmente " di Tornatore e " Marcellino pane e vino " di Comencini. E' sul piccolo schermo anche per teleromanzi e spot pubblicitari. Personaggio intrattenitore e conduttore del programma televisivo " Paese che vai " in onda la domenica mattina insieme a Corrado Tedeschi e Licia Colò. Ha realizzato una produzione propria per il programma televisivo " Nei secoli dei secoli ".
Nel dicembre 1997 ha interpretato come co-protagonista lo smarrito e poetico amico di Benigni nella parte di Ferruccio nel film " La vita é bella " di Benigni.


Sandro Gorli

Ha studiato composizione con Franco Donatoni frequentando contemporaneamente la facoltà di Architettura di Milano e diplomandosi in pianoforte. Ha svolto attività di ricerca presso lo studio di Fonologia della RAI di Milano e ha seguito i corsi di direzione d'orchestra di Hans Swarowsky a Vienna.
Nel 1977 ha fondato il Divertimento Ensemble, che ancor oggi dirige, svolgendo un'intensa attività concertistica per la diffusione della musica contemporanea. Dal 1990 è direttore principale dell'ensemble Elision di Melbourne. Con le due formazioni ha relizzato negli ultimi anni di attività sedici CD. Ha realizzato, con l'Orchestra Sinfonica Siciliana la prima esecuzione italiana della Low Simphony di Philip Glass e, alla guida dell'Orchestra Sinfonica di Milano G. Verdi, ha recentemente inciso due CD interamente dedicati a B.Maderna.
Fra le sue composizioni, regolarmente eseguite nelle più importanti manifestazioni italiane e straniere, ricordiamo: Me-Ti, per orchestra, richiesta all'autore da Bruno Maderna per l'orchestra RAI di Milano (premio SIMC '75), Chimera la luce, per sestetto vocale, pianoforte, coro e orchestra, che ha avuto la sua prima esecuzione al Festival di Royan del '76 sotto la direzione di Giuseppe Sinopoli, On a Delphic reed, per oboe e 17 esecutori (premio SIMC '80), Il bambino perduto, per orchestra, Quartetto, per archi, Le due Sorgenti, per orchestra da camera, Super flumina, per oboe, viola e orchestra, scritta per il Festival di Babilonia del 1987 (premio Città di Trieste del '89) e Requiem, per coro misto a cappella, scritto per La Chapelle Royale diretta da Philippe Herrewege (CD Harmonia Mundi).
Fra gli enti che hanno commissionato sue partiture: la RAI di Milano (1973), I Solisti Veneti (1975), la Fondazione Gulbenkian (1976), il Ministero della Cultura francese (1979, 1983, 1984, 1989 e 1993), il Ministero degli Esteri italiano (1987), Radio France (1981 e 1988), l'Orchestra Regionale Toscana (1990), l'Ensemble Elision di Melbourne (1990 e 1994), il Festival di Ginevra (1991), l'Atelier du Rhin (1993), il festival giapponese Theatre Winter (1997), Agon (1997), La Curia Arcivescovile di Milano (1999), L'Orchestra Sinfonica di Lisbona (2000).
Ha vinto, nel 1985, il premio Europa per il teatro musicale con l'opera Solo e la sua seconda opera, Le mal de lune, è andata in scena nel marzo 1994 a Colmar e a Strasburgo. Insegna composizione presso il Conservatorio G.Verdi di Milano.


DIVERTIMENTO ENSEMBLE

Creato nel 1977 da alcuni solisti di fama internazionale e da alcune fra le prime parti delle due più importanti orchestre milanesi e sotto la direzione di Sandro Gorli, il Divertimento Ensemble si è rapidamene affermato in Italia e all'estero realizzando fino ad oggi più di 600 concerti e 10 CD.
Oltre cinquanta compositori hanno dedicato nuove composizioni all'ensemble: questi e numerosi altri hanno contribuito a creare per il complesso un repertorio cameristico fra i più rappresentativi della nuova musica, non solo italiana.
Ha effettuato concerti in Francia, Spagna, Svizzera, Germania, Austria, Belgio, Inghilterra, Iugoslavia, Polonia, Messico, Stati Uniti, Giappone e Russia, oltre che nelle più importanti città italiane.
Nel 1980 ha debuttato al Teatro alla Scala di Milano con l'opera "Il Sosia" di Flavio Testi e con un concerto monografico dedicato ad Aldo Clementi.
Fra le sue incisioni più recenti: l'opera "Solo" di Sandro Gorli (CD Ricordi), il "Satyricon" di Bruno Maderna (CD Salabert-Harmonia Mundi), un'antologia di giovani compositori italiani (CD Fonit Cetra), un CD monografico dedicato a Giulio Castagnoli (CD Stradivarius) e, sempre di Bruno Maderna, il "Don Perlimplin" (CD Stradivarius).
Da quattro anni affianca all'attività concertistica un forte impegno in campo didattico, collaborando alle attività del "Corso Annuale di Direzione d'Orchestra per la Musica del Novecento" tenuto da Sandro Gorli.


Vortice - Associazione Culturale
email: vortice@provincia.venezia.it

 
 

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